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Dal Waterfront ai 'Murati Vivi', una tesi di laurea per raccontare una città

La Spezia - Titolo insolito per una tesi di laurea in architettura, un tema però di grande attualità per il dibattito che ferve in città ed un progetto che ha incontrato il pieno consenso del relatore Giorgio Pizziolo e della commissione dell'Università degli studi di Firenze. Il mare a Marola e il grande lido a Calata Paita valgono 110 e lode per Ludovica Marinaro, giovane studentessa spezzina che presenta un progetto per la città che ha il golfo come Grande Centro ed il mare come orizzonte e protagonista. La tesi prende in esame il litorale spezzino tracciando il lungo profilo delle sue barriere e del muro che lo cinge, e prospetta un nuovo assetto che spazia da Lerici a Portovenere, rinnovando l'identità dei nuclei storici delle borgate e mettendo a sistema gli interventi in programma per il globale restyling della città sul golfo. Lo spunto è tratto dal racconto: “Golfezia” dell'Ing. Gianfranco Marinaro, che sull'eco delle città invisibili ben ritrae la nostra città nella sua attuale condizione di indecisione e ha visto la collaborazione in diverse forme di tanti giovani spezzini attraverso illustrazioni sul tema (Andrea Scippa e Davide Faggiani), contributi video (Sacha Beverini) e analisi sociologiche (Michele Mascis). Il progetto approfondisce la sua indagine sulla borgata di Marola in partecipazione con la giovane associazione dei Murati Vivi, che ha raggiunto le 5000 adesioni alla propria causa, ed insieme a loro lancia una nuova proposta per il Waterfront da Calata Paita a Marola, un'idea che sconvolge e risolve la staticità attuale permettendo un'effettiva crescita per la città e un reale allineamento alla pianificazione sostenibile delle grandi città europee in cui non si ha paura di azzardare un grande intervento quando esso porta con sé benefici dalla piccola alla grande scala e che interessano più soggetti. La proposta è incentrata sulla intera cessione delle aree militari non interessate da bonifica davanti a Marola, comprese le Vasche di San Vito e lo spostamento sui moli Varicella della Stazione Crocieristica. Qui vi sono già le strutture che possono ospitare fino a 4 navi crociere contemporaneamente, superando perciò la proposta dell'attuale progetto su Calata Paita e senza ulteriori tombamenti e “Consumo di Mare”. Una nuova viabilità di costa permette un accesso veloce e comodo a Marola, ai due parchi di progetto e alle Vasche di San Vito che rese balneabili sono un nuovo Lido per la città. Calata Paita, libera dal porto e dalle navi può così tornare alla città, offrendo ampi spazi per la cultura, lo svago, il relax ed il mare. Il progetto colloca qui il più grande planetario d'Italia, un Auditorium e gli stabilimenti Balneari sulle grandi vasche d'acqua salata che oltre a diventare uno spettacolo urbano fatto di giochi d'acqua e di luce, sono spazi adatti allo sport e alla cura del corpo immersi i un grande parco. Il progetto del verde assume un ruolo Fondamentale per creare una rete che attraversa la città, non dimenticando il collegamento trasversale con la nuova area Ip e con la Fascia di rispetto, allargando ancora la propria proposta.
Lunedì 3 ottobre 2011 alle 10:15:27
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